3000 stanze in affitto in co-living

3000 stanze in affitto in co-living

3000 stanze in affitto in co-living

È in sintesi il progetto di Homizy, Società controllata da Abitare In, che, come spiega Paola Dezza su Il Sole 24 Ore, è approdato in Borsa qualche settimana fa, raccogliendo 10 €/Mln.

Il presidente della Società, Marco Grillo, chiarisce che l’obiettivo è quello di assumere una posizione di leadership in questo mercato.

In co-living, infatti, è una classe di investimento ancora poco sviluppata in Italia, ma già affermata a livello internazionale e che anche nel nostro Paese ha grandi potenzialità di espansione.

È uno dei modi nei quali si può dare risposta a uno dei temi del futuro, lo Affordable Housing, ovvero all’esigenza di realizzare format residenziali capaci di coniugare sostenibilità economica e servizi necessari ad assicurare un’elevata qualità di vita.

Questo bisogno riguarda, oltre che le famiglie, anche i giovani lavoratori, per i quali, molto di frequente, i livelli reddituali non sono sufficienti a permettere soluzioni abitative indipendenti, laddove vi sia la necessità o anche il solo desiderio di lasciare la casa familiare.

Nel nostro Paese sono sempre più numerose le iniziative di Build To Rent, volte, appunto, a combinare la locazione residenziale a canoni sostenibili con la condivisione di servizi opzionali.

Queste iniziative hanno in comune alcuni tratti:

  • Da un lato vi è l’idea che, in un modello di vita ispirato sempre più alla flessibilità, anche per la casa, come già avviene per altri beni duraturi, la proprietà non sia l’unica e necessariamente preferibile modalità di godimento e che, anzi, molto spesso questa possa essere individuata nel semplice uso.
    È una visione che ha molte similitudini con le formule di locazione a lungo termine praticate per gli autoveicoli: queste oggi ci appaiono del tutto normali e, anzi, spesso più convenienti, ma qualche decennio or sono erano del tutto impensabili.

 

  • Dall’altro, l’esigenza alla quale si intende dare risposta non è solo quella di disporre di un luogo dove soggiornare, ma anche di essere parte di una comunità idonea a sviluppare esperienze e relazioni.

Nel caso specifico di Homizy, il BTR viene declinato in chiave co-living e quindi lo sharing immobiliare non riguarda solo i servizi accessori, ma ha ad oggetto anche la funzione residenziale vera e propria.

In termini più generali si può affermare che stiamo andando verso una segmentazione sempre più accentuata della domanda abitativa. È, in realtà, il medesimo fenomeno che si è potuto osservare per altre categorie di beni e servizi.

Di conseguenza, anche l’offerta residenziale deve adeguarsi per essere capace di rispondere efficacemente alle esigenze sempre più variegate del mercato.

Nelle aree più avanzate del Paese questa tendenza si manifesta con sufficiente decisione, ma presto si affermerà anche nelle aree e nelle Città fin qui meno coinvolte nell’innovazione e nella crescita.

Se vuoi vendere o valorizzare un immobile di grande superficie in Città, il Build To Rent, eventualmente a destinazione co-living, può essere un’opportunità.

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Sviluppo residenziale a Poggioreale (Napoli)
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Alberto Pinto
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