Lo tsunami della sostenibilità nel real estate: l’opportunità del senior living

Lo tsunami della sostenibilità nel real estate

Lo tsunami della sostenibilità nel real estate: l’opportunità del senior living

Nella video intervista rilasciata a Vittorio Zirnstein, così Barbara Cominelli, CEO di Jll Italia, definisce l’impatto della sostenibilità sullo sviluppo immobiliare e in genere sugli immobili: uno tsunami che, se si vuole raggiungere l’obiettivo delle emissioni zero nel 2040 o nel 2050, obbligherà ad una revisione profonda del modo di concepire gli spazi immobiliari e urbani.

Questo è, a maggior ragione, vero se comprendiamo che i criteri ESG, nei quali si declina la sostenibilità, sono inestricabilmente connessi.

La sostenibilità ambientale è, in sostanza, intimamente connessa con la inclusione sociale.

Se non impariamo, quindi, a superare lo schema logico che contrappone Centro e Periferie e non adottiamo un nuovo modello di sviluppo, policentrico e basato sulla prossimità, l’obiettivo della sostenibilità viene minato alla radice.

Provo a chiarire meglio il concetto con riferimento a un aspetto che, anche per il mercato immobiliare e, in particolare, residenziale, avrà sempre maggiore importanza, quello della longevity.

Oggi in un’intervista rilasciata al Il Mattino di Napoli il mio amico Dino Falconio, capolista della Lista a sostegno della candidatura del Prof. Gaetano Manfredi, ha sottolineato l’importanza della rigenerazione delle periferie anche ai fini della salute e della qualità della vita: ha osservato che, andando da Santa Lucia, che è nel pieno centro di Napoli, a Chiaiano, quartiere periferico della Città, la vita media diminuisce di 2 anni.

È così. E nelle periferie, quanto più esse sono in condizioni di degrado, tanto meno dura la vita in buona salute.

È quella della longevità sana, infatti, una questione centrale, quella che viene talora definita la sfida delle sfide.

Basta fornire qualche dato: in Europa nel 2018 gli Over65 erano 101 milioni, cioè il 19,7% della popolazione.

Entro il 2050 diventeranno quasi 150 milioni, raggiungendo il 28,5% del totale.

L’Italia detiene il primato europeo: gli ultrasessantacinquenni sono già ora il 23% della popolazione.

Tuttavia, se l’obiettivo della longevità è in buona parte raggiunto, quello di coniugarla ad uno stato di salute buono è ancora da costruire.

E, soprattutto, rimane ancora da vincere la scommessa contro la disuguaglianza in relazione alla durata della vita.

In questo quadro l’importanza dell’ambiente è decisiva.

Allora, parlare di sostenibilità significa anche riferirsi alla necessità di creare le condizioni perché tutti possano condurre una vita caratterizzata da uno stile di vita salutare e nella quale sia concessa a tutti l’opportunità di una sana longevità.

In questo progetto, che è quello sul quale si gioca la sopravvivenza del genere umano, coniugare immobili e ambiente all’insegna di health e wellness ha un ruolo cruciale.

E concepire alloggi capaci di rispondere alle esigenze della longevità non significa solo cogliere un’opportunità proficua ma anche contribuire a realizzare un futuro sostenibile

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Sviluppo residenziale a Poggioreale (Napoli)
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