Superbonus 110%: le semplificazioni sotto l’attacco del terrorismo ideologico

Superbonus 110%

Superbonus 110%: le semplificazioni sotto l’attacco del terrorismo ideologico

La separazione della norma fiscale da quella edilizia, sancita dal nuovo articolo 119, comma 13 ter, del cd. Decreto Rilancio, è a mio avviso un grande passo verso sostenibilità, efficientamento energetico e miglioramento sismico.

La normativa introdotta, pur se non esente da difetti, è un rilevante progresso.

Invece, molti commenti sembrano ispirati a una sorta di furore ideologico, quasi terroristico.

Così, alcuni tecnici sostengono che la norma non eviterebbe l’accertamento dello stato legittimo degli immobili e che la sua mancata attestazione esporrebbe a gravi rischi professionali.

In realtà la norma, che ha carattere di legge speciale e quindi idonea a derogare le disposizioni generali, ha indicato puntualmente le verifiche che, per gli interventi in questione, vanno attestate nella CILA.

Tra queste non vi è lo stato legittimo e quindi le eventuali difformità urbanistiche dell’immobile.

Al riguardo il presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Ingegneri, Armando Zambrano, ha bene chiarito che non c’è nessun rischio per il professionista per l’ipotesi di difformità urbanistiche, perché non è previsto che dichiari nulla sul punto.

Secondo altri la norma equivarrebbe a un condono mascherato, sebbene essa esplicitamente disponga che rimangono impregiudicate le valutazioni circa la legittimità dell’immobile oggetto di intervento.

Bene, quindi, ha fatto, a mio giudizio, l’Avv. Andrea De Leo a smentire sul blog del Fatto Quotidiano l’errata interpretazione fornita dallo stesso giornale.

Non solo, infatti, non è stata derogata alcuna norma in materia di vigilanza e repressione degli abusi, ma addirittura la presentazione della Cila potrebbe facilitare l’avvio, da parte degli Uffici Comunali, di procedimenti sanzionatori.

È questo il profilo che meno convince della nuova norma.

Come osserva l’avv. De Leo, è consolidato il principio giurisprudenziale per cui qualunque intervento su immobili irregolari è, esso stesso, un’opera abusiva.

Tuttavia, è assurdo che la sola ipotesi di sanzioni, in realtà applicate di rado e spesso relative ad abusi di minimo impatto sul territorio, determini la paralisi del superbonus e ostacoli gli obiettivi di pubblico interesse che esso persegue.

In questo senso mi pare sacrosanto dividere le strade della normativa fiscale da quella edilizia.

Ora, però, serve uno sforzo ulteriore, idoneo a “valorizzare” questa scelta.

È necessario razionalizzare la disciplina delle sanatorie, tenendo in conto la varietà delle situazioni di irregolarità.

Ma, nell’immediato, occorre anche evitare che la PA possa, in attesa della definizione dei procedimenti sanzionatori, sospendere gli interventi agevolati.

In questo senso sarebbe utile una deroga mirata all’art. 27 comma 3 del DPR 380/2001.

Infatti, un abbattimento non si ordina quasi mai, ma una sospensione quasi sempre.

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