Superbonus e Abusi edilizi

Superbonus e Abusi edilizi

Superbonus e Abusi edilizi

Come sappiamo, il decreto 77/2021, il cosiddetto Decreto semplificazioni bis, convertito in legge alla fine di luglio, ha fortemente semplificato la disciplina per l’accesso al Superbonus, introducendo la CILA Superbonus.

In questa Comunicazione di inizio lavori asseverata, specificamente adottata per il Superbonus, non è più necessaria l’attestazione dello stato legittimo dell’immobile oggetto di intervento, ma è sufficiente indicare gli estremi del titolo abilitativo che ha in origine autorizzato la costruzione o che l’ha sanata, ovvero asseverare che l’immobile stesso sia stato ultimato prima del 1.09.1967.

In questo modo, pur lasciando impregiudicata ogni valutazione circa la legittimità dell’immobile, è stata ammessa la possibilità di accedere al contributo del 110% anche in presenza di abusi successivi alla originaria edificazione.

È stato un notevole passo in avanti, dal quale – non a caso – è derivata una decisa accelerazione della presentazione delle domande, in particolare per gli edifici condominiali.

E tuttavia vi sono ancora taluni dubbi per i quali andrebbe trovata una soluzione, possibilmente normativa.

Nell’articolo di Gianluca Oreto su Lavori Pubblici viene posta la questione della ricaduta di un eventuale ordine di demolizione di parti abusive, che abbiano influito sul conseguimento dei requisiti necessari per accedere al Superbonus.

Non è l’unico interrogativo.

Cosa accade se, a seguito di un accesso, i tecnici comunali abbiano riscontrato un preesistente abuso e avviano disposto la sospensione dei lavori? Che sorte ha il credito nel frattempo ceduto all’Impresa o a una Banca? E quali sono le ricadute sui contratti, professionali e d’appalto, stipulati?

Sono domande alle quali non vi sono al momento risposte certe e che rischiano di essere il classico intoppo capace di far deragliare un treno, che sembra appena essersi messo in marcia.

Esse si aggiungono alle preoccupazioni circa il rialzo dei prezzi e il difficile approvvigionamento dei materiali, come pure la mancanza di manodopera specializzata.

Occorrono, a mio giudizio, taluni correttivi strutturali che aiutino il sistema a crescere:
1) Prorogare le agevolazioni per un tempo idoneo a tranquillizzare i proprietari e gli operatori del mercato sulla utilità di investire;

2) Introdurre una qualche forma di conflitto di interesse tra Proprietari e Imprese, in maniera che non si sia tentati di cadere in una logica meramente speculativa;

3) Evitare che, nelle more della definizione degli eventuali procedimenti sanzionatori, gli interventi possano essere sospesi.

4) mettere mano a una revisione realistica del sistema sanzionatorio, limitando la demolizione alle ipotesi più gravi di violazione e disciplinandone le conseguenze sulle pratiche già concluse.

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Sviluppo residenziale a Poggioreale (Napoli)
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Alberto Pinto
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