SuperBonus110: ancora non si vede chiaro!

SuperBonus110

SuperBonus110: ancora non si vede chiaro!

È un grande sforzo di semplificazione, quello fatto dal governo a proposito della principale agevolazione per gli interventi di efficientamento energetico e di miglioramento sismico del patrimonio residenziale del nostro Paese.

Però, molti problemi sono ancora lì: speravo, tornando a condividere le mie riflessioni sul mercato dopo circa 15 giorni di pausa, che qualcosa, se non tutto, sarebbe stato nel frattempo chiarito e invece…

2 problematiche mi sembrano quelle principali: una è quella degli abusi e l’altra è relativa all’incremento dei prezzi/carenza dei materiali.

Per il primo profilo ho più volte espresso il mio apprezzamento per una scelta che giudico saggia: separare le valutazioni di legittimità edilizia da quelle del diritto all’agevolazione fiscale.

Per me, aver introdotto la CILA SUPERBONUS e aver circoscritto la operatività dell’art. 49 del TU edilizia è stato molto positivo.

Eppure vi sono delle incertezze che minacciano di non far funzionare il tutto: in particolare l’asseverazione con la quale, nel modello approvato per la CILAS, si richiede al tecnico di dichiarare che “gli interventi, compiutamente descritti nell’elaborato progettuale o nella parte descrittiva, sono conformi alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia”.

Questa formula per alcuni farebbe rientrare dalla finestra ciò che si è voluto far uscire dalla porta: l’attestazione di stato legittimo.

Provate a chiedere ai tecnici di vostra conoscenza: scoprirete che sull’interpretazione di questa dichiarazione il fronte è spaccato.

Ne deriva tutta una diatriba sul rischio professionale e sulle eventuali responsabilità dei tecnici che progettano l’intervento.

Insomma, sarebbe molto utile un intervento chiarificatore da parte del Ministero.

Il secondo aspetto idoneo a rendere problematico l’accesso al SuperBonus110 è quello dell’incremento dei prezzi e della difficoltà a reperire taluni materiali e/o attrezzature (è il caso questo dei ponteggi).

Ne parla Giuseppe Latour su Il Sole 24 Ore.

L’edilizia è un settore importante del Paese: il suo fatturato vale oggi circa 140 €/Mld all’anno.

Questo è il risultato di un decennio di profonda crisi, nella quale il crollo di investimenti ha determinato la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro e la scomparsa di svariate migliaia di Imprese.

Rispetto al fatturato complessivo lo stanziamento aggiuntivo per il SuperBonus del 110% è di 18 €/Mld da spendere entro il 31.12.2022 con una possibile proroga di ulteriori 12 mesi.

Su base annuale significa un incremento complessivo dell’8% circa della attuale produzione totale di settore.

Trovo difficile da spiegare che questo incremento, tutto sommato modesto, possa aver determinato le difficoltà di mercato che si stanno verificando.

Taluni credono che tutto ciò sia dovuto ad una speculazione degli operatori di settore, agevolata dalla mancanza di efficaci meccanismi di controllo della congruità della spesa.

Ne sarebbero testimonianza taluni progetti nei quali vengono prospettati preventivi di spesa assolutamente ingenti rispetto alle superfici di intervento.

È questa convinzione trova terreno fertile nella non eccellente reputazione della categoria, che non sempre si è distinta per lungimiranza e coscienza civica.

E, tuttavia, questa ipotesi non rende merito a quanti – e sono la gran parte – si distinguono per correttezza e competenza.

Non escludo che sia opportuno introdurre meccanismi idonei a scongiurare condotte speculative. Ed è necessario che queste, ove verificate, siano puntualmente perseguite.

Però, è più ragionevole ipotizzare che il settore, fortemente provato dalla crisi ultra decennale che lo ha messo letteralmente in ginocchio, non sia in grado di accelerare con immediatezza: sarebbe preferibile, pur eventualmente nell’invarianza dello stanziamento, definire un arco temporale più lungo e certo per la fruizione del contributo fiscale.

Questo consentirebbe una migliore pianificazione generale ed eviterebbe con buona probabilità certe storture alle quali oggi assistiamo.

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